Ripple. La blockchain delle banche

Nella classifica delle criptomonete con la maggiore capitalizzazione e volume di traffico, dopo Bitcoin ed Ethereum, il terzo posto del podio è occupato da Ripple.

Ripple è più di una moneta virtuale. Con lo stesso nome identifichiamo la Rete, la criptovaluta (XRP) e il protocollo che gestisce la rete. Il sistema nasce per agevolare lo scambio di qualsiasi tipo di asset monetario. La moneta Ripple serve a fare da “moneta di scambio” tra una transazione e l’altra.
Infatti la rete Ripple è un sistema utile a gruppi bancari per scambiarsi crediti grazie ad un rete aperta (?) e distribuita. Quanto sia realmente aperto il sistema non è molto chiaro. Le informazioni in tal senso sono scarse e fumose. Se sulla carta si parla di un progetto aperto, non lo è stato del tutto fin dalla sua nascita nel 2012, i primi 25 nodi erano tutti in mano a OpenCoin, la società che sta dietro Ripple. Dopo che è stata fatta notare questa cosa da molti investitore, Ripple si è aperta ad altri nodi, fino a raggiungere gli attuali 55. Anche se ad oggi non è ancora molto chiaro come fare ad entrare a far parte della rete. L’apertura sembra essere stata fatta per permettere di entrare nel progetto ad una serie di grossi colossi bancari mondiali tra cui la nostra Unicredit.
Oggi la rete Ripple si può considerare una diretta concorrente dell’attuale sistema di interscambio bancario SWIFT , Ripple offre anche un nuovo approccio alla compensazione finanziaria (clearing), che è quel meccanismo che garantisce alle banche di chiudere la giornata in equilibrio tra dare e avere nella moltitudine delle transazioni reciproche gestite. E’ facile capire che l’utente finale per cui è stata progettata Ripple sono proprio le banche.

 

Ma come funziona la rete Ripple?
Mettiamo che Bob (dagli states) deve inviare ad Alice (in italia) 100$ tramite la rete Ripple. I 100$ verranno convertiti in Ripple dalla banca di Bob e spostati presso la banca di Alice. La banca di Alice si occuperà di convertire la somma in Euro e contabilizzarli sul conto di Alice. Questo permette un trasferimento trasparente per gli utenti anche utilizzando due valute differente, il tutto in pochi secondi (si parla di 2-5 secondi) contro i circa 10 minuti medi di una transazione Bitcoin e meno dei 2-3 giorni per un Bonifico tradizionale con l’attuale sistema SWIFT.
Questo è possibile grazie ad un diverso modo di gestire la transazione da parte del protocollo Ripple. Infatti il protocollo prevede la presenza di registri di transazione, chiamati Ledger che permettono transazioni più veloci e sicure.

Come detto prima, Ripple è anche la moneta virtuale utilizzata all’interno della rete. Come Bitcoin anche i Ripple sono in quantità finita, ma a differenza di Bitcoin i Ripple non vengono minati. Ma sono già stati tutti creati. 100 Miliardi di Ripple sono già stati creati e non sarà più possibile crearne altri. Questo permette anche una elaborazione più veloce delle transazioni.
Nonostante l’utente finale di Ripple siano le banche, chiunque può acquistare e scambiare XRP. Ovviamente bisogna avere un portafogli che supporta la valuta.
Ma se la rete Ripple nasce per permette scambi tra monete differenti in modo trasparente, a cosa serve la moneta XRP?  L’idea è quella di passare da un mercato dei cambi basato sul principio Moneta1 <-> Moneta2 (esempio Euro/Dollaro) generando M1 x M2 mercati differenti, ad un numero di mercati più “ristretto” grazie ad una moneta di riferimento il Ripple. Un po come succede oggi con il dollaro usato come moneta di riferimento per molti scambi commerciali, con il vantaggio però di essere slegati da account bancari e con nessuno (o bassi) costi di servizio.

 

Ripple è sicuramente una moneta (forse meglio dire un ecosistema) da tenere d’occhio in quanto i suoi possibili sviluppi sono interessanti oltre che incerti. Se da un lato c’è la sicurezza di avere dalla propria parte gente che se ne intende di economia e che Ripple nasce per risolvere un problema reale e sentito (quello di gestire le transazioni bancarie), d’altro canto sembra che Ripple tradisca, o meglio, non abbia niente a che vedere con la filosofia che muove Bitcoin e le criptovalute in generale. Ovvero una sistema di pagamento libero, anonimo e aperto.

Anche se la tua banca è differente avrà sempre interesse a mantenere il massimo controllo sui soldi, i tuoi 🙂


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