Quando il saggio indica la blockchain lo stolto si limita a guardare il Bitcoin

Credo che tutti oggi abbiano sentito parlare di Bitcoin. Se non lo avete fatto, fatevi un giro su internet o leggete il mio articolo Fate i fighi con i Bitcoin.

Di qualche giorno fa la notizia che il CEO di JP Morgan (Jamie Dimon)  ha rilasciato un’intervista in cui etichetta Bitcoin come una truffa, una bolla speculativa che presto scoppierà. Chiosa sicuro: Solo gli stupidi possono andarci dietro.
Come ormai succedere da un po di settimana a questa parte, gli attacchi verso Bitcoin e le criptovalute in genere si sono fatti sempre più insistenti, causando momentanei crolli.
Crolli che sono stati battute d’arresto momentanee per poi riprendere la corsa come se nulla fosse.

Ma Bitcoin è una truffa? Una bolla? A vedere tutti i fuffologi esperti dell’ultim’ora e i traider di noci di cocco che ti insegnano come fare soldi, pure a me verrebbe da dire si. Ma in questo articolo non voglio parlare della convenienza o meno di investire in Bitcoin.
In questo articolo voglio parlare della vera rivoluzione che sta dietro a Bitcoin e a quasi tutte le criptovalute, ovvero la Blockchain.

Ma cos’è la Blockchain? Citando Wikipedia: “Una blockchain (in italiano letteralmente: catena di blocchi) è una base di dati distribuita, introdotta dalla valuta Bitcoin che mantiene in modo continuo una lista crescente di record, i quali fanno riferimento a record precedenti presenti nella lista stessa ed è resistente a manomissioni“.
Immaginate la blockchain come un registro mastro che tiene traccia di transazioni di qualsiasi tipo. In Bitcoin tiene traccia dello scambio della moneta, ma potenzialmente può tenere traccia di qualsiasi “contratto” che si voglia rendere pubblico e immutabile nel tempo.

Il principio alla base della blockchain è molto semplice. Una rete di computer (chiamati nodi, o appunto blocchi) che mantengono e aggiornano un enorme base di dati distribuita. Questo permette di avere una rete decentralizzata, trasparente, sicura e immutabile. Una piattaforma che concretizza un nuovo concetto di Trust e democrazia. Infatti tutti i nodi, concorrono a garantire la “veridicità” delle informazioni stesse. Ogni nuova transazione è garantita (grazie ad una forte base crittografica) dai nodi stessi. La transazione una volta registrata dalla (e sulla) rete non potrà più essere modificata.



Facciamo un semplice esempio pratico di possibile applicazione.
Mettiamo che Bob voglia vendere una casa ad Alice. Il contratto e la transazione possono essere gestiti dalla blockchain, senza bisogno dell’intervento di terzi, che potrà verificare che tutti gli attori abbiano i titoli affinché la transazione abbia luogo. Il nodo che darà inizio alla transazione, interrogando gli altri nodi, avrà la possibilità di verificare che Bob sia il legittimo proprietario dell’immobile e che Alice abbia la disponibilità economica per procedere all’acquisto. Una volta superate le verifiche è possibile procedere alla “registrazione” del contratto e quindi propagare l’avvenuta transazione anche agli altri nodi. I quali, dopo le opportune verifiche (trust) procederanno alla registrazione del passaggio di proprietà da Bob ad Alice e del corrispettivo economico da Alice a Bob. Il tutto senza l’intermediazione di terzi che facciano da garanti con la sicurezza che la transazione è legittima.

Come è facile capire gli scenari che si aprono sono enormi. Praticamente una quantità infinita di applicazioni si candidano ad essere “reinventati” su una blockchain che ne possa garantire una più veloce e migliore gestione. Dalla moneta digitale, al catasto degli immobili ai contratti di qualsiasi natura che potranno “girare” su una blockchain come dei veri e propri programmi.

Il concetto della blockchain per quanto semplice concettualmente è molto complesso dal punto di vista implementativo e Bitcoin (che oggi è l’implementazione più famosa) è solo la punta dell’iceberg.
E’ anche l’implementazione che fa più rumore, perché va a stravolgere il mondo della finanza classica che i vari Jamie Dimon credevano di avere sotto controllo (ecco perché questo astio nei confronti delle criptomonete). Ma sotto la superficie ci sono una quantità pressoché infinita di potenziali applicazioni. Siamo davanti ad una rivoluzione seconda solo ad internet stessa.

Il consiglio è di non limitarsi a seguire Bitcoin e di cercare di capire fin da subito come la blockchain migliorerà le vostre vite. Perché è da stupidi continuare a scrivere su Facebook dal proprio iPhone che la tecnologia ci sta rovinando la vita. Basterebbe solo essere più consapevoli della tecnologia stessa per padroneggiarla e non subirla.  

 


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